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NOTIZIE DELLA SALA E DAL MONDO DEL CINEMA

VENEZIA 77: IL LEONE È  DONNA
Accanto a "Nomadland" altri film di registe hanno caratterizzato
la Mostra 2020

LA 77ᵃ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
SUL SITO DELL' ACEC, CON LE SCHEDE DEI FILM E LA CRONACA

IL CINEMA RIPARTE

Un ritorno a casa tra fatica, nostalgia, e voglia di cultura

C'è una bella frase attribuita al businessman Harvey Mackay: "nessuno ha detto che sarebbe stato facile, hanno solo promesso che ne sarebbe valsa la pena". È lo spirito con cui le prime Sale della Comunità hanno riaperto il sipario dopo mesi di chiusura. C'è tanta consapevolezza delle difficoltà da parte dei 12 esercenti SdC che, in 5 regioni d'Italia, hanno fatto strada per una più vasta ripresa, ma forte è anche la convinzione che, quando si parla di cultura e di comunità, ogni sforzo ne valga la pena.

Enrico Piasente, esercente del Cinema Lux di Camisano Vicentino ha spigato che: "per portare in sala 54 persone è servito il lavoro di 14 volontari. Fatica, ma nessuna paura per la riapertura, anzi, non appena c'è stata l'occasione non abbiamo avuto dubbi su cosa fare". Una ripartenza soddisfacente, ma con un unico rimpianto: "finito il film accompagniamo il pubblico in ordine fuori dalla sala. Manca quel bel momento di confronto a fine proiezione a cui eravamo abituati. Tornerà presto". Anche il Nuovo di Magenta a Milano ha ritrovato il rapporto "faccia a faccia" con gli affezionati della sala dopo averlo tenuto vivo in virtuale. Durante la quarantena, è stata ripercorsa la storia della sala con le proiezioni in streaming delle registrazioni dei principali eventi teatrali. A Rimini il cinema Tiberio ha sperimentato una forma ibrida tra sala virtuale e fisica con spettacoli d'opera, musical e teatrali proiettati sul grande schermo.

Anche a Roma, il Cinema delle Provincie ha ricominciatole attività con disciplina. "La nostra rigidità sulle regole è stata capita e adottata dal pubblico. Molti mi hanno confessato la nostalgia della sala. Vedere i film in casa non è la stessa cosa. Il pubblico ha fame del grande schermo, del buio e di vedere lo spettacolo con altre persone" ha ammesso con soddisfazione Tonino Errico, responsabile della sala. Certo, i numeri, a livello di pubblico, sono per tutti piuttosto esigui, anche per via della capacità ridotta delle sale. Ma, di giorno in giorno, sta nascendo un nuovo passaparola.

È ripartita in quarta anche la sala San Luigi di Forlì che, sin dal primo giorno, ha dato un antidoto al "bombardamento" della tv verso i bambini in quarantena proponendo brevità e qualità. Sedicicorto è infatti una rassegna di cortometraggi di animazione: brevi storie per tutta la famiglia, da vedere e votare, attivata sin dal 15 giugno.

Data che, si sa, era molto attesa ed è stata accolta dal Cinema Baretti di Torino con la gioia di un nuovo capodanno. Esattamente un minuto dopo lo scoccare della mezzanotte è iniziato Apollo signore dei dardi, una rivisitazione dell'Iliade in musica, per un pubblico limitato di 31 persone. A supporto anche una diretta Facebook che ha esteso virtualmente la platea. Uno spettacolo per celebrare i 100 giorni di chiusura e per ricordare la difficile situazione del settore. Ma la responsabile Cristina Voghera ha una grande speranza: "guardo al futuro con ottimismo, sento tanta voglia di ritornare a parlare di cultura e, soprattutto, non è mai mancato il supporto del pubblico". Ed è proprio per loro, e con loro, che le Sale della Comunità andranno avanti.

di Gabriele Lingiardi, dal sito ACEC - Sale della Comunità

La 65ª edizione dei Premi David di Donatello ha visto il trionfo del biopic sulla storia di Tommaso Buscetta "Il Traditore" di Marco Bellocchio che si è aggiudicato ben 6 statuette come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, migliori attori protagonista (Pierfrancesco Favino) e non (Luigi Lo Cascio). Il film "Pinocchio" di Matteo Garrone vince 5 premi tecnici: scenografie, costumi, trucco, acconciature, effetti speciali. Tre i premi per "Il primo re" di Rovere: produzione, fotografia e suono. Migliore attrice protagonista è risultata Jasmine Trinca in "La dea fortuna" di Ozpetek, il David del pubblico (maggior successo di pubblico in sala) lo vince "Il primo Natale" di Ficarra e Picone, mentre il premio per il miglior film straniero va a "Parasite" di Bong Joon-ho. Infine, a Franca Valeri il David speciale alla carriera.

TUTTI I PREMI

Miglior Film: Il Traditore, diretto da Marco Bellocchio

Miglior Regista: Marco Bellocchio per Il Traditore

Miglior Regista Esordiente - Premio Gian Luigi Rondi: Phaim Bhuiyan per Bangla

Migliore Sceneggiatura Originale: Il Traditore scritto da Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella e Francesco Piccolo

Miglior Sceneggiatura Non Originale: Martin Eden scritta da Martin Eden Maurizio Braucci, Pietro Marcello

Migliore Produttore: Il primo Re - Groenlandia, Rai Cinema, Gapbusters, Roman Citizen

Miglior Attore Protagonista: Pierfrancesco Favino per Il Traditore

Migliore Attrice Protagonista: Jasmine Trinca per La dea fortuna

Migliore Attrice Non Protagonista: Valeria Golino per 5 è il numero perfetto

Miglior Attore Non Protagonista: Luigi Lo Cascio per Il Traditore

Miglior Fotografia: Daniele Ciprì per Il Primo Re

Migliore Musicista: Il Flauto Magico di Piazza Vittorio - L'orchestra di Piazza Vittorio

Miglior Canzone Originale: La dea fortuna - Che vita meravigliosa, Musica e Testi di Antonio Diodato, interpretato da Antonio Diodato 

Migliore Scenografo: Dimitri Capuani per Pinocchio

Migliori Costumi: Massimo Cantini Parrini per Pinocchio

Miglior Truccatore: Dalia Colli e Mark Coulier per Pinocchio

Miglior Acconciatore: Francesco Pegoretti per Pinocchio

Migliore Montatore: Francesca Calvelli per Il Traditore

Miglior Suono: Il primo re Presa diretta: Angelo Bonanni Microfonista: Davide D'Onofrio Montaggio: Mirko Perri Creazione Suoni: Mauro Eusepi Mix: Michele Mazzucco

Migliori Effetti Visivi: Theo Demeris e Rodolfo Migliari per Pinocchio

Miglior Documentario: Selfie di Agostino Ferrante

Miglior Film Straniero: Parasite di Bong Joon-ho

Miglior Cortometraggio: Inverno di Giulio Mastromauro

David Giovani: Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani

David Pubblico: Il primo Natale di Ficarra e Picone

David alla carriera: Franca Valeri

BERLINALE 2020: DUE ORSI ALL'ITALIA

A trionfare è There Is No Evil dell'iraniano Mohammad Rasoulof, perseguitato dal regime come molti altri suoi colleghi. Il regista non era presente a Berlino perché nel 2017 gli è stato ritirato il passaporto di ritorno dal Festival di Cannes, dove aveva vinto con A Man of Integrity nella sezione "Un Certain Regard". Nel 2010 era stato condannato a sei anni di carcere per aver girato senza permesso (pena poi ridotta a un anno, che Rasoulof deve ancora scontare).

Per la sua interpretazione di Antonio Ligabue in Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, Elio Germano ha vinto il riconoscimento per il miglior attore. E i fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo sono stati premiati per la loro sceneggiatura di Favolacce.

Qui tutti i premi assegnati dalla giuria presieduta da Jeremy Irons:

Orso d'Oro: Sheytan vojud nadarad (There Is No Evil) di Mohammad Rasoulof

Orso d'Argento Gran Premio della Giuria: Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman

Orso d'Argento per la miglior regia: Hong Sang-soo per Domangchin yeoja (The Woman Who Ran)

Orso d'Argento per la miglior attrice: Paula Beer per Undine

Orso d'Argento per il miglior attore: Elio Germano per Volevo nascondermi

Orso d'Argento per la sceneggiatura: Fabio e Damiano D'Innocenzo per Favolacce

Orso d'Argento per il contributo artistico: Jürgen Jürges per la fotografia di DAU. Natasha

Orso d'Argento: Effacer l'historique (Delete History) di Benoît Delépine e Gustave Kervern

EFFETTO "PARASITE":
4 OSCAR AL FILM COREANO

STORICA DOPPIETTA PER IL FILM DI BONG JOON-HO: MIGLIOR FILM IN ASSOLUTO E MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE. LE STATUETTE AGLI ATTORI CONFERMANO LE ATTESE

Lo storico trionfo di Parasite è stata la vera sorpresa della notte degli Oscar: Bong Joon-ho è salito sul palco a ritirare il premio per il miglior film, per la regia (ha omaggiato, procurandogli una standing ovation, Martin Scorsese che torna a casa a mani vuote), per il film internazionale e per la sceneggiatura. 1917 porta a casa 3 statuette: la fotografia di Roger Deakins, effetti visivi e missaggio sonoro, 2 C'era una volta a Hollywood (Brad Pitt attore non protagonista e scenografia), Joker (Joaquin Phoenix miglior attore e colonna sonora) e Le Mans '66 (montaggio e montaggio sonoro, quelli che sono stati ricordati come "gli ultimi Oscar della Fox"). Renée Zellweger miglior attrice per Judy, Laura Dern non protagonista per Storia di un matrimonio. Jojo Rabbit premiato per l'adattamento, Piccole donne per i costumi, Rocketman per la canzone di Elton John, Bombshell per trucco e acconciature. Toy Story 4 miglior film di animazione, American factory miglior documentario, The neighbor's window miglior cortometraggio, Learning to skateboard in a war zone (if you're a girl) miglior corto documentario, Hair love corto animato. Nel montaggio In memoriam ricordati anche Franco Zeffirelli e Piero Tosi.

da CINEMADAYS N. 2900 (3213) del 10-02-2020 - ANEC

TUTTI I PREMI

Miglior film: Parasite (Bong Joon Ho)
Miglior regia: Bong Joon Ho (Parasite)
Miglior attore: Joaquin Phoenix (Joker)
Miglior attrice: Renee Zellweger (Judy)
Miglior attore non protagonista: Brad Pitt (C'era una volta a...Hollywood)
Miglior attrice non protagonista: Laura Dern (Storia di un matrimonio)
Miglior film internazionale: Parasite (Bong Joon Ho)
Miglior film d'animazione: Toy Story 4 (Josh Cooley)
Miglior corto d'animazione: Hair Love (Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.)
Miglior sceneggiatura originale: Parasite (Bong Joo Ho e Han Jin Won)
Miglior sceneggiatura non originale: Jojo Rabbit (Taika Waititi) 
Miglior cortometraggio: The Neighbors' Window (Marshall Curry)
Miglior scenografia: C'era una volta a...Hollywood (Barbara Ling e Nancy Haigh)
Migliori costumi: Piccole Donne (Jacqueline Durran)
Miglior documentario: American Factory (Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert)​​​​​​​
Miglior cortometraggio documentario: Learning to skateboard in a warzone (if you're a girl) (Carol Dysinger e Elena Andreicheva)
Miglior montaggio sonoro: Le Mans '66 - La grande sfida (Donald Sylvester)
Miglior sonoro: 1917 (Mark Taylor e Stuart Wilson)
Miglior fotografia: 1917 (Roger Deakins)
Miglior montaggio: Le Mans '66 - La grande sfida (Michael McCusker e Andrew Buckland)
Migliori effetti speciali: 1917 (Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron)
Miglior trucco e acconciatura: Bombshell (Kazu Hiro, Anne Morgan e Vivian Baker)
Miglior colonna sonora: Joker (Hildur Guonadottir)
Miglior canzone: Rocketman (Elton John e Bernie Taupin con (I'm Gonna - Love me Again

GOLDEN GLOBES 2020

VINCONO MENDES E TARANTINO

Assegnati il 6 gennaio i Golden Globes della stampa estera hollywoodiana. Nonostante le molte candidature dei film prodotti da Netflix, a vincere sono state due robuste produzioni concepite e realizzate per il Grande Schermo: il dramma bellico 1917 di Sam Mendes (premiato a sua volta come miglior regista, nella foto) e C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino come miglior "commedia o musical" (l'incerta collocazione di alcune opere resta un limite del premio).

Gli attori premiati: Joaquin Phoenix (Joker, premiato anche per la colonna sonora) e Renée Zellweger (Judy) come attori in un film drammatico, Awkwafina (The farewell) e Taron Egerton (Rocketman, premiato anche per la miglior canzone) attori di commedia o musical; non protagonisti Laura Dern (Storia di un matrimonio, unico premio per Netflix) e Brad Pitt per il film di Tarantino, premiato a sua volta per la sceneggiatura. Meritato Globe al film straniero Parasite di Bong Joon-wo, miglior film di animazione Missing link.

da Cinenotes 2886 del 7 gennaio 2020

SALUTO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI RAPPRESENTANTI DI ACEC-SDC
IN OCCASIONE DEI 70 ANNI
DELLA COMUNITÀ

Sala Clementina
Sabato, 7 dicembre 2019

Cari fratelli e sorelle,

vi do il benvenuto e ringrazio il Segretario Generale della CEI per le sue cortesi parole. Sono contento di condividere questo momento di festa per il vostro anniversario insieme alle altre organizzazioni che nella Chiesa italiana si occupano di cinema e spettacolo. Questa ricorrenza non è una sosta fine a sé stessa, ma un'opportunità per rinnovare gli impegni presi settant'anni fa. Per questo, vorrei affidarvi brevemente tre compiti che traggo dal contesto in cui voi lavorate.

Il primo: comunione. Il cinema, si sa, è un grande strumento di aggregazione. Soprattutto nel dopoguerra ha contribuito in maniera eccezionale a ricostruire il tessuto sociale con tanti momenti aggregativi. Quante piazze, quante sale, quanti oratori, animati da persone che, nella visione del film, trasferivano speranze e attese. E da lì ripartivano, con un sospiro di sollievo, nelle ansie e difficoltà quotidiane. Un momento anche educativo e formativo, per riconnettere rapporti consumati dalle tragedie vissute. Come non ricordare anche le grandi produzioni che hanno raccontato quegli anni? Mi piace citare - perché lo sento molto familiare a questo incontro - il film "I bambini ci guardano". È un lavoro bello e ricco di significati. Ma tutto il cinema del dopoguerra, quei grandi... Tutto il cinema del dopoguerra è una scuola di umanesimo. Voi italiani avete fatto questo, con i vostri grandi, non dimenticatevi di questo. E non parlo per sentito dire. Quando eravamo bambini, i genitori ci portavano a vedere quei film, e ci hanno formato il cuore. Bisogna riprendere questi. Ho menzionato quello per la famiglia, ma sono tanti, tanti... Voi siete eredi di questa grande scuola di umanesimo, di umanità che è il cinema del dopoguerra.

Anche le vostre realtà associative sono valutate sulla capacità di aggregare o, meglio, di costruire comunione: «Noi cristiani siamo chiamati a manifestare quella comunione che segna la nostra identità di credenti. La fede stessa, infatti, è una relazione, un incontro; e sotto la spinta dell'amore di Dio noi possiamo comunicare, accogliere e comprendere il dono dell'altro e corrispondervi» (Messaggio per la 53ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2019). L'invito, allora, è di costruire comunione tra voi, ma anche comunione tra associazioni e organizzazioni che nel mondo cattolico si occupano di cinema, per trasmettere la bellezza dello stare insieme negli eventi di cui siete promotori. Senza comunione, all'aggregazione manca l'anima.

Il secondo: creatività. L'arte cinematografica, come ogni espressione artistica, è frutto della creatività, che rivela la singolarità dell'essere umano, la sua interiorità e intenzionalità. Quando un artigiano modella la sua opera, lo fa integrando testa, cuore e mani secondo un disegno chiaro e definito. Vi incoraggio a dare spazio alla creatività, immaginando e costruendo nuovi percorsi. La creatività è fondamentale: sappiamo benissimo come le nuove piattaforme digitali rappresentino una sfida per i media tradizionali.

Anche il cinema è interrogato dagli sviluppi offerti dalle moderne tecnologie. Le vostre associazioni e organizzazioni, se non vogliono diventare dei "musei", debbono cogliere queste domande in maniera attiva e creativa. L'audacia, come avvenuto con i fondatori, chiama ancora una volta ad essere in prima linea, non però in maniera isolata o in ordine sparso, ma tutti insieme. Cosa potete dire davanti al cambiamento? Senz'altro serve una conversione integrale, che chiama in causa la ricchezza e la profondità di ciascuno. Audacia e creatività per andare avanti e non restare ai margini dell'innovazione.

Il terzo: visione. La visione di un'opera cinematografica può aprire diversi spiragli nell'animo umano. Il tutto dipende dalla carica emotiva che viene data alla visione. Ci possono essere l'evasione, l'emozione, la risata, la rabbia, la paura, l'interesse... Tutto è connesso all'intenzionalità posta nella visione, che non è semplice esercizio oculare, ma qualcosa di più. È lo sguardo posto sulla realtà. Lo sguardo, infatti, rivela l'orientamento più diversificato dell'interiorità, perché capace di vedere le cose e di vedere dentro le cose. Lo sguardo provoca anche le coscienze a un attento esame. Lasciamoci interrogare: come è il nostro sguardo? È uno sguardo attento e vicino, non addormentato? È uno sguardo d'insieme e di unità? In modo particolare, a voi che vi occupate di cinema: è uno sguardo che suscita emozioni? È uno sguardo che comunica comunione e creatività? Le risposte non sono scontate e richiedono un grande lavorio interiore. Lo sguardo comunica e non tradisce, impegna in stili di vita e azioni coordinate per un bene più grande del semplice interesse. Lo sguardo sta a fondamento della costruzione delle comunità. E voi sapete benissimo quanto sia importante superare gli steccati del passato per proiettarsi nei sentieri del futuro. Tutti voi avete nel DNA un sentire ecclesiale. Vi esorto a vivere la vostra passione e la vostra competenza con senso e stile ecclesiale: è la miglior medicina per non cadere nell'autoreferenzialità, che sempre uccide.

Il Signore vi aiuti a camminare in comunione, con creatività e con uno sguardo attento. Vi benedico, prego per voi; e voi, per favore, pregate per me. Grazie!

1949-2019 UN ANNO DI FESTEGGIAMENTI E CELEBRAZIONI PER LE SALE DELLA COMUNITÀ

Sono trascorsi 70 anni dal 1949, anno in cui nasceva l'ACEC - oggi ACEC-sdc - l'associazione di categoria che ha ricevuto dall'episcopato italiano il compito di coordinare, rappresentare, riunire, promuovere e tutelare le Sale della Comunità. Si tratta delle strutture polivalenti, in particolare cinema e teatri, che in ambito ecclesiale fanno propri i linguaggi della multimedialità per sviluppare una pastorale in ambito culturale sempre più attuale e qualificata. «Una scelta associativa quella del '49 - spiega Adriano Bianchi, Presidente di ACEC - che giungeva come frutto di un lungo processo che, partito con la nascita delle prime "sale ricreative cattoliche" (SRC) all'inizio del nostro secolo e avendo registrato una proliferazione notevole di esse, aveva richiamato l'attenzione della Santa Sede».

Un anno quindi di particolare significato che verrà celebrato e vissuto in tanti modi organizzati in tutta Italia grazie alle delegazioni territoriali. L'avvio dell'anniversario arriva prima di tutto con il lancio del nuovo LOGO dell'associazione vestito a festa per le 70 candeline che verranno spente a gran fiato a Roma a dal 6 all'8 dicembre durante l'edizione speciale degli #SdCdays, l'atteso appuntamento annuale dopo le positive esperienze di Ascoli e Bologna. I volontari, gli animatori e i responsabili, in particolare i tanti giovani che offrono una nuova primavera alle Sale della Comunità, potranno in quell'occasione incontrare privatamente Papa Francesco alle ore 12 del 7 dicembre. Le sorprese non finiscono qua ed è proprio il caso di dire "stay tuned".

EUROPEAN FILM AWARDS,
VINCE "LA FAVORITA"

Ai premi EFA del Cinema Europeo trionfa La favorita, produzione britannica diretta dal greco Yorgos Lanthimos, con 8 premi tra cui fìlm, regia, commedia, attrice protagonista Olivia Colman. Nessuno dei premi principali per Il traditore di Marco Bellocchio né per L'ufficiale e la spia di Roman Polanski, mentre Dolor y gloria porta a casa il premio per Antonio Banderas.
Tra i documentari, For Sama (girato ad Aleppo sotto le bombe) prevale sui due italiani Selfie di Agostino Ferrente e La scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese. Premiata la sceneggiatura di Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma.
«È stato comunque bello essere arrivati in finale», aveva detto subito prima della cerimonia Marco Bellocchio. E continua il viaggio de Il traditore nel mondo: venduto in 92 paesi, appena uscito in Francia con oltre 350mila spettatori nei primi giorni, prossima tappa con le candidature ai Golden Globe.

da CineNotes 2878 del 9/12/2019 

CINEMA, L'ESERCIZIO CINEMATOGRAFICO: "A VENEZIA UN CINEMA IN OTTIMA FORMA" 

ANEC, ACEC, FICE commentano positivamente il verdetto della giuria, che premia le opere più apprezzate da pubblico e critica. Leggi l'articolo.

«AQUILE RANDAGIE»

LO SCAUTISMO AL TEMPO DELLA RESISTENZA


AL "DELLE PROVINCIE"
DAL 30 SETTEMBRE AL 6 OTTOBRE

La storia comincia con don Giovanni Barbareschi, vestito di nero ma senza collarino ecclesiastico, che bussa alla porta di una baita sulle montagne della Valtellina e prende in consegna un ufficiale tedesco. I due si arrampicano da soli lungo un irto sentiero che li porterà dopo ore di cammino in Svizzera. Siamo nell'ottobre del 1945, la guerra è finita, l'Italia liberata dagli oppressori. L'ufficiale è un "pezzo grosso", si tratta infatti del colonnello delle "SS" Eugen Dollmann, capo dei servizi segreti nazisti in Italia, traduttore personale di Hitler e in seguito informatore degli alleati (a Lugano avrebbe organizzato la resa dei tedeschi). Un abile mediatore che, dopo il conflitto, diventerà agente segreto della Cia.

Mentre prosegue la sua marcia verso il confine, però, l'ufficiale con la svastica sul braccio ha ancora dei dubbi sul suo accompagnatore, non si fida, ha paura che lo voglia tradire per consegnarlo ai partigiani che - temeva - si sarebbero vendicati facendo giustizia sommaria. I due si fermano in una radura per bere un po' d'acqua e il gerarca si accorge che il prete indossa una fibbia con l'immagine delle "Aquile randagie", l'organizzazione clandestina dello scautismo cattolico. Il sacerdote aderisce anche alle Brigate Fiamme Verdi dei partigiani democristiani e l'ufficiale tedesco lo sa... Don Giovanni cerca di tranquillizzare il suo compagno di viaggio ma la tensione rimane alta.

Alla vista di un cervo che attraversa la strada i due si ammutoliscono e, finalmente, si guardano negli occhi. È il momento decisivo per le certezze che entrambi cercavano nell'altro. Non ci saranno vendette né colpi bassi. Giungeranno presto oltre la frontiera. E la loro "amicizia" non finirà qui. Alla vicenda del prete lombardo, medaglia d'argento della Resistenza, riconosciuto dopo la guerra "Giusto tra le nazioni", si intrecciano le storie quotidiane di un gruppo di lupetti e guide scout che diciassette anni prima a Milano, con base operativa nella cripta di San Sepolcro, vivono in segreto i loro valori e continuano a svolgere all'aria aperta le attività educative e ludiche del movimento di Baden-Powell che Mussolini nel 1927 aveva formalmente sciolto ritenendolo pericoloso per il regime. Durante il fascismo, entrate in vigore le leggi razziali, gli scout agiranno in clandestinità attraverso l'Oscar (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati) per far espatriare in terra elvetica con documenti falsi gli ebrei perseguitati: grazie al loro coraggio in più di tremila riusciranno a sfuggire ai lager nazisti. Ma furono tratti in salvo dagli scout anche prigionieri di guerra e renitenti alla leva.

È la trama, tessuta con storie vere, di un film che si intitola Aquile randagie. Lo ha diretto il giovane cineasta Gianni Aureli (ex capo scout) per la casa di produzione indipendente Finzioni Cinematografiche: racconta un pezzo di Resistenza italiana e personaggi rimasti spesso fuori dai libri di storia. Le riprese, iniziate il 30 luglio, sono appena finite a Pavia. A settembre comincerà il montaggio della pellicola che arriverà nelle sale italiane, presumibilmente, all'inizio del 2019 distribuita dall'Istituto Luce di Roma che ha intenzione di portare il film anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

«È un film sulla guerra, ben documentato da una ricerca storica, che mostra anche l'allegria, il coraggio e la spensieratezza di giovani» spiega Aureli, romano, 34 anni, alla sua prima esperienza dietro la cinepresa per un film di finzione dopo tanti documentari e reportage. Non mancano emozioni, suspense e scene forti, come quelle che si riferiscono alla strage dei partigiani avvenuta a piazzale Loreto il 10 agosto del 1944 (fu don Giovanni a benedirne le salme, come fece, nello stesso luogo, anche con i corpi di Mussolini, della Petacci e degli altri fascisti fucilati a Dongo il 29 aprile del 1945). Protagonisti principali del film sono Alessandro Intini (nei panni di don Barbareschi), Teo Guarini e Romeo Tofani.

Tra le location scelte, oltre a Milano, anche Pavia, con il collegio universitario Ghislieri (quello di cui fu rettore il beato Teresio Olivelli, altro valoroso combattente per la libertà) e le montagne della Valtellina e della Val Codera. «È stato per me un piacere dare la possibilità a tanti giovani attori di poter esprimere il proprio talento dando vita a un personaggio di questo film» commenta Aureli. «Il messaggio che vogliamo trasmettere a tutti - conclude - è che gli scout non sono solo quelli che fanno attraversare le vecchiette sulle strisce, ma gente che ha fatto una scelta coraggiosa, ragazzi che hanno preso in mano la loro vita seguendo valori spirituali, morali e fisici di educazione non formale come quelli proposti dall'Agesci». Scopo del film, è anche quello di tenere vivo il motto delle Aquile Randagie: «Ciò che noi fummo un dì voi siete adesso, chi si scorda di noi scorda se stesso».

Fulvio Fulvi, martedì 28 agosto 2018
in Agorà - Avvenire.it

GLOBI D'ORO

TRIONFA "IL TRADITORE" DI MARCO BELLOCCHIO

Il Globo d'oro è un premio cinematografico italiano assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

Nel 1959 l'Associazione stampa estera in Italia, alla quale facevano riferimento su tutti i critici John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, volle rendere omaggio al cinema italiano, all'apice della cultura mondiale in quel momento, creando un premio ad hoc sulla scia dei Golden Globe del cinema statunitense. Nel corso degli anni, le categorie del premio vennero ampliate e furono inclusi anche i professionisti del settore, oltre che i film.

Ad oggi è considerato fra i tre più importanti premi italiani, insieme ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento.

La 59ª edizione si è svolta nella Villa Wolkonsky a Roma lo scorso 19 giugno.

MIGLIOR FILM
Il Traditore
Regia di Marco Bellocchio

MIGLIORE ATTORE
Alessandro Borghi
in "Sulla mia pelle"

MIGLIORE ATTRICE
Jasmine Trinca
in "Croce e delizia"

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Alessio Cremonini e Lisa Nur Sultan
per "Sulla Mia Pelle"

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Daria D'Antonio
per "Ricordi?"

MIGLIOR COLONNA SONORA
Nicola Piovani
per "Il traditore"

MIGLIORE OPERA PRIMA
Bangla
del regista Phaim Bhuiyan

GIOVANE PROMESSA
Ludovica Nasti
per "L'Amica geniale"

PREMIO CARRIERA
Franco Nero e Vanessa Redgrave

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Butterfly
di Casey Kauffman e Alessandro Cassigoli

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO
Olmo
del regista Davide Calvaresi 

NASTRI D'ARGENTO 2019

TRIONFA IL TRADITORE

Stravince Il traditore di Marco Bellocchio ai Nastri d'Argento 2019 che chiudono a Taormina stasera la73.ma edizione. Sette (su undici nomination) i riconoscimenti al 'miglior film' premiato anche per la regia, la sceneggiatura, il montaggio, la colonna sonora ma soprattutto, per il miglior protagonista Pierfrancesco Favino e tra i 'non protagonisti' Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane. Un trionfo assoluto, dopo il successo a Cannes e l'ottima risposta del pubblico in sala, anche ai Nastri, in un'edizione - come sempre realizzata con il sostegno del Mibac - Dg Cinema, main sponsor BNL Gruppo BnpParibas - che ha visto candidati alcuni film tra i più significativi della stagione e ben sette 'grandi firme' della regia.

Tra gli attori il voto dei giornalisti ha premiato Anna Foglietta (migliore attrice protagonista per Un giorno all' improvviso), Marina Confalone (miglior 'non protagonista'per Il vizio della speranza) e Paola Cortellesi (migliore attrice di commedia per Ma cosa ci dice il cervello). Ancora: a Stefano Fresi (C'è tempo, L'uomo che comprò la luna, Ma cosa ci dice il cervello) doppio premio con il Nastro per il miglior attore di commedia e il 'Nino Manfredi'' consegnato dalla moglie di Nino, Erminia e dalla nipote Sarah Masten. E, a proposito di commedia, è una sorpresa il film vincitore, Bangla del giovanissimo esordiente Phaim Bhuyian. Sul palcoscenico del Teatro Antico - in un'edizione come negli ultimi anni realizzata a Taormina con il supporto della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, Sensi Contemporanei e Fondazione Taormina Arte - torna, dopo il premio di un anno fa, per la migliore canzone, Serena Rossi, Nastro speciale per Io sono Miae la canzone è protagonista non solo con il Nastro per Enzo Avitabile (Il vizio della speranza) ma con quello speciale alla voce di Noemi (Domani è un altro giorno).

I Nastri 73, prodotti dal Sngci con il sostegno del Mibac - Direzione Generale per il Cinema, main sponsor BNL Gruppo BnpParibas, e la collaborazione a Taormina della Regione Sicilia sono stati assegnati sulle uscite dell'annata 1° Giugno 2018-30 Maggio 2019 in un palmarès di oltre quaranta titoli candidati tra i quali alcuni film premiati nei Festival internazionali e, tra le opere prime o la produzionelow budget, anche qualche piccola sorpresa. E, a proposito di sorprese ricordiamo che quest'anno anche per soggetto e sceneggiatura come per i vincitori dei Nastri tecnici (fotografia, montaggio, scenografia, costumi, sonoro in presa diretta e miglior casting director) la premiazione è avvenuta in diretta, nella serata romana del MAXXI (con il sostegno della Regione Lazio) nella rosa delle 'cinquine' votate da una speciale giuria di qualità. Tutti gli altri Nastri, come sempre, sono stati votati via mail e scrutinati dal notaio Alessandra Temperini.

Tra i premi assegnati a Roma ricordiamo i 'Biraghi' per gli esordienti: Chiara Martegiani per il film Ride, Pietro Castellitto per La Profezia dell'Armadillo e Giampiero de Concilio per Un Giorno all'Improvviso mentre Benedetta Porcaroli lo riceve per Tutte le mie notti a Taormina, tra le più giovani rivelazioni dell'anno. Per il talento giovane, alla quarta edizione il 'Premio Graziella Bonacchi', destinato ad una rivelazione di quest'anno, ha segnalato la giovane protagonista di Ricordi? Linda Caridi (Graziella Bonacchi, è stata l'agente che ha sostenuto i giovani con affetto, attenzione e amicizia). Premio Nastri SIAE per la giovane sceneggiatura a Giulia Steigerwalt (Croce e delizia, Il Campione). I Nastri hanno già premiato quest'anno anche i migliori doppiatori con il Nuovo Imaie-Nastri d'Argento per il doppiaggio andato ad Angelo Maggi (John C. Reilly) e Simone Mori (Steve Coogan) nel film Stanlio e Olliodi John S. Baird (Lucky Red). Un doppiaggio sobrio, funzionale al clima emotivo della storia con la grande abilità di aver restituito al pubblico l'identità vocale e l'impareggiabile umanità di due indimenticabili icone del cinema di tutti i tempi.

Infine le ultime curiosità: il riconoscimento al miglior 'cameo' dell'anno eccezionalmente va ad Adriano Panatta nella parte di se stesso ne La profezia dell'armadillo: un'apparizione divertente diventata a tempo di record un tormentone anche in rete. Il Premio Speciale per Dafne di Federico Bondi, prodotto da Vivo Film con Rai Cinema e la collaborazione di Istituto Luce Cinecittà e l'omaggio dei Nastri ai primi trent'anni di Fandango: un riconoscimento alla passione e all'originalità della produzione di Domenico Procacci,che anche quest'anno si è fatta notare con il successo di Bangla.

A Stefano Sollima, per il debutto internazionale con Soldado va il Premio HamiltonBehind the camera- Nastri d'Argento.

Quarto anno, infine, a Taormina dell'iniziativa SIAE Nastri d'Argento, con una 'borsa' di formazione per promuovere le sceneggiature dei giovanissimi talenti: è andato a Giulia Steigerwalt, da attrice diventata sceneggiatrice di film di successo, soprattutto nella commedia: dopo Moglie e marito, quest'anno Il Campione ma soprattutto Croce e delizia.

E va in questa linea anche il Premio Claudio Nobis che lancia con quest'edizione dei Nastri un concorso per un soggetto originale e la Fondazione che debutta con quest'iniziativa, per ricordare la passione per la cultura e l'attenzione ai giovani di un amico dei Nastri, un giornalista appassionato di cinema entrato da autentico pioniere nella storia delle grandi firme dei motori.

da cinematografo.it (redazione)

I PREMI

MIGLIOR FILM
Il traditore, regia di Marco Bellocchio

MIGLIOR REGISTA
Marco Bellocchio - Il traditore

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Leonardo D'Agostini - Il campione (ex aequo)
Valerio Mastandrea - Ride (ex aequo)

MIGLIOR FILM COMMEDIA
Bangla, regia di Phaim Bhuiyan

MIGLIOR PRODUTTORE
Groenlandia in collaborazione con Rai Cinema e 3 Marys Entertainment - Il primo re, Il campione

MIGLIOR SOGGETTO
Paola Randi - Tito e gli alieni

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo, in collaborazione con Francesco La Licata - Il traditore

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino - Il traditore

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Anna Foglietta - Un giorno all'improvviso

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane - Il traditore

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Marina Confalone - Il vizio della speranza

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA
Stefano Fresi - C'è tempo, L'uomo che comprò la Luna, Ma cosa ci dice il cervello

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA
Paola Cortellesi - Ma cosa ci dice il cervello

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Daniele Ciprì - Il primo re, La paranza dei bambini

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Carmine Guarino - Il vizio della speranza

MIGLIORI COSTUMI

Giulia Piersanti - Suspiria

MIGLIORE MONTAGGIO
Francesca Calvelli - Il traditore

MIGLIORE SONORO IN PRESA DIRETTA
Angelo Bonanni - Il primo re

MIGLIORE COLONNA SONORA
Nicola Piovani - Il traditore

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
A' speranza - Il vizio della speranza, scritta e interpretata da Enzo Avitabile

PREMIO NINO MANFREDI
Stefano Fresi

PREMI SPECIALI

NASTRO SPECIALE
Adriano Panatta per il suo cameo in La profezia dell'armadillo
Noemi per l'interpretazione della canzone Domani è un altro giorno in Domani è un altro giorno
Serena Rossi per Io sono Mia

PREMIO SPECIALE
Dafne, regia di Federico Bondi

PREMIO HAMILTONBEHIND THE CAMERA- NASTRI D'ARGENTO
Stefano Sollima per il debutto internazionale con Soldado

PREMIO GUGLIELMO BIRAGHI
Chiara Martegiani, Pietro Castellitto, Giampiero de Concilio e Benedetta Porcaroli

PREMIO GRAZIELLA BONACCHI
Linda Caridi per Ricordi?

SIAE NASTRI D'ARGENTO
Giulia Steigerwalt per la sceneggiatura di Croce e delizia e Il campione

NUOVO IMAIE-NASTRI D'ARGENTO PER IL DOPPIAGGIO
Angelo Maggi e Simone Mori

CANNES 2019, "PARASITE" VINCE LA PALMA D'ORO

Il film di Bong Joon-ho si aggiudica la 72ª edizione del Festival.
Banderas miglior attore, i fratelli Dardenne migliore regia.

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un'azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

FILM IN CONCORSO

Palma d'Oro per il miglior film:
PARASITE di Bong Joon Ho

Gran Premio:
ATLANTIQUE di Mati Diop

Premio alla Regia:
LE JEUNE AHMED, di Jean-Pierre & Luc Dardenne

Premio della Giuria (ex-æquo):
LES MISÉRABLES di Ladj Ly
e
BACURAU, di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles

Premio alla Sceneggiatura:
CÉLINE SCIAMMA per Portrait de la jeune fille en feu

Premio per l'Interpretazione Femminile:
EMILY BEECHAM, per Little Joe di Jessica Hausner

Premio per l'Interpretazione Maschile:
ANTONIO BANDERAS, per Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar

Menzione speciale:
IT MUST BE HEAVEN, di Elia Suleiman

SEZIONE "UN CERTAIN REGARD"

Premio "Un Certain Regard":
VIDA INVISIVEL DE EURIDICE GUSMÃO di Karim Ainouz

Premio della Giuria:
O QUE ARDE (FIRE WILL COME) di Oliver Laxe

Miglior Regia:
KANTEMIR BALAGOV per Dylda (Beanpole)

Miglior Interpretazione:
CHIARA MASTROIANNI per Chambre 212

Premio Speciale della Giuria:
LIBERTÉ di Albert Serra

Coups de Coeur (ex-æquo): 
LA FEMME DE MON FRÈRE di Monia Chokri
e
THE CLIMB di Micheal Angelo Covino

Menzione Speciale della Giuria
JEANNE di Bruno Dumont

QUINZAINE DES RÉALISATEURS

Label Europa Cinemas, miglior film europeo:
ALICE ET LE MAIRE (Alice and the Mayor) di Nicolas Pariser

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