NEWS

NOTIZIE DELLA SALA E DAL MONDO DEL CINEMA

VOTA IL FILM D'ESSAI DELL'ANNO 2019

Scegliete il film d'essai che avete amato di più.
Come ogni anno, il sondaggio riservato al pubblico delle sale FICE invita a votare e a premiare gli autori dei film più amati. 
Tra tutti i votanti saranno sorteggiati i vincitori di UNA TESSERA ANEC-AGIS 2020 per il LIBERO INGRESSO IN TUTTI I CINEMA D'ITALIA (associati all'ANEC) e di CINQUE ABBONAMENTI PER UN ANNO ALLA RIVISTA VIVILCINEMA.

Federazione Italiana Cinema d'Essai

PROSSIMA USCITA DEL FILM «AQUILE RANDAGIE»

LO SCAUTISMO AL TEMPO DELLA RESISTENZA


AL "DELLE PROVINCIE"
DAL 30 SETTEMBRE

La storia comincia con don Giovanni Barbareschi, vestito di nero ma senza collarino ecclesiastico, che bussa alla porta di una baita sulle montagne della Valtellina e prende in consegna un ufficiale tedesco. I due si arrampicano da soli lungo un irto sentiero che li porterà dopo ore di cammino in Svizzera. Siamo nell'ottobre del 1945, la guerra è finita, l'Italia liberata dagli oppressori. L'ufficiale è un "pezzo grosso", si tratta infatti del colonnello delle "SS" Eugen Dollmann, capo dei servizi segreti nazisti in Italia, traduttore personale di Hitler e in seguito informatore degli alleati (a Lugano avrebbe organizzato la resa dei tedeschi). Un abile mediatore che, dopo il conflitto, diventerà agente segreto della Cia.

Mentre prosegue la sua marcia verso il confine, però, l'ufficiale con la svastica sul braccio ha ancora dei dubbi sul suo accompagnatore, non si fida, ha paura che lo voglia tradire per consegnarlo ai partigiani che - temeva - si sarebbero vendicati facendo giustizia sommaria. I due si fermano in una radura per bere un po' d'acqua e il gerarca si accorge che il prete indossa una fibbia con l'immagine delle "Aquile randagie", l'organizzazione clandestina dello scautismo cattolico. Il sacerdote aderisce anche alle Brigate Fiamme Verdi dei partigiani democristiani e l'ufficiale tedesco lo sa... Don Giovanni cerca di tranquillizzare il suo compagno di viaggio ma la tensione rimane alta.

Alla vista di un cervo che attraversa la strada i due si ammutoliscono e, finalmente, si guardano negli occhi. È il momento decisivo per le certezze che entrambi cercavano nell'altro. Non ci saranno vendette né colpi bassi. Giungeranno presto oltre la frontiera. E la loro "amicizia" non finirà qui. Alla vicenda del prete lombardo, medaglia d'argento della Resistenza, riconosciuto dopo la guerra "Giusto tra le nazioni", si intrecciano le storie quotidiane di un gruppo di lupetti e guide scout che diciassette anni prima a Milano, con base operativa nella cripta di San Sepolcro, vivono in segreto i loro valori e continuano a svolgere all'aria aperta le attività educative e ludiche del movimento di Baden-Powell che Mussolini nel 1927 aveva formalmente sciolto ritenendolo pericoloso per il regime. Durante il fascismo, entrate in vigore le leggi razziali, gli scout agiranno in clandestinità attraverso l'Oscar (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati) per far espatriare in terra elvetica con documenti falsi gli ebrei perseguitati: grazie al loro coraggio in più di tremila riusciranno a sfuggire ai lager nazisti. Ma furono tratti in salvo dagli scout anche prigionieri di guerra e renitenti alla leva.

È la trama, tessuta con storie vere, di un film che si intitola Aquile randagie. Lo ha diretto il giovane cineasta Gianni Aureli (ex capo scout) per la casa di produzione indipendente Finzioni Cinematografiche: racconta un pezzo di Resistenza italiana e personaggi rimasti spesso fuori dai libri di storia. Le riprese, iniziate il 30 luglio, sono appena finite a Pavia. A settembre comincerà il montaggio della pellicola che arriverà nelle sale italiane, presumibilmente, all'inizio del 2019 distribuita dall'Istituto Luce di Roma che ha intenzione di portare il film anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

«È un film sulla guerra, ben documentato da una ricerca storica, che mostra anche l'allegria, il coraggio e la spensieratezza di giovani» spiega Aureli, romano, 34 anni, alla sua prima esperienza dietro la cinepresa per un film di finzione dopo tanti documentari e reportage. Non mancano emozioni, suspense e scene forti, come quelle che si riferiscono alla strage dei partigiani avvenuta a piazzale Loreto il 10 agosto del 1944 (fu don Giovanni a benedirne le salme, come fece, nello stesso luogo, anche con i corpi di Mussolini, della Petacci e degli altri fascisti fucilati a Dongo il 29 aprile del 1945). Protagonisti principali del film sono Alessandro Intini (nei panni di don Barbareschi), Teo Guarini e Romeo Tofani.

Tra le location scelte, oltre a Milano, anche Pavia, con il collegio universitario Ghislieri (quello di cui fu rettore il beato Teresio Olivelli, altro valoroso combattente per la libertà) e le montagne della Valtellina e della Val Codera. «È stato per me un piacere dare la possibilità a tanti giovani attori di poter esprimere il proprio talento dando vita a un personaggio di questo film» commenta Aureli. «Il messaggio che vogliamo trasmettere a tutti - conclude - è che gli scout non sono solo quelli che fanno attraversare le vecchiette sulle strisce, ma gente che ha fatto una scelta coraggiosa, ragazzi che hanno preso in mano la loro vita seguendo valori spirituali, morali e fisici di educazione non formale come quelli proposti dall'Agesci». Scopo del film, è anche quello di tenere vivo il motto delle Aquile Randagie: «Ciò che noi fummo un dì voi siete adesso, chi si scorda di noi scorda se stesso».

Fulvio Fulvi, martedì 28 agosto 2018
in Agorà - Avvenire.it

GLOBI D'ORO

TRIONFA "IL TRADITORE" DI MARCO BELLOCCHIO

Il Globo d'oro è un premio cinematografico italiano assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

Nel 1959 l'Associazione stampa estera in Italia, alla quale facevano riferimento su tutti i critici John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, volle rendere omaggio al cinema italiano, all'apice della cultura mondiale in quel momento, creando un premio ad hoc sulla scia dei Golden Globe del cinema statunitense. Nel corso degli anni, le categorie del premio vennero ampliate e furono inclusi anche i professionisti del settore, oltre che i film.

Ad oggi è considerato fra i tre più importanti premi italiani, insieme ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento.

La 59ª edizione si è svolta nella Villa Wolkonsky a Roma lo scorso 19 giugno.

MIGLIOR FILM
Il Traditore
Regia di Marco Bellocchio

MIGLIORE ATTORE
Alessandro Borghi
in "Sulla mia pelle"

MIGLIORE ATTRICE
Jasmine Trinca
in "Croce e delizia"

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Alessio Cremonini e Lisa Nur Sultan
per "Sulla Mia Pelle"

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Daria D'Antonio
per "Ricordi?"

MIGLIOR COLONNA SONORA
Nicola Piovani
per "Il traditore"

MIGLIORE OPERA PRIMA
Bangla
del regista Phaim Bhuiyan

GIOVANE PROMESSA
Ludovica Nasti
per "L'Amica geniale"

PREMIO CARRIERA
Franco Nero e Vanessa Redgrave

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Butterfly
di Casey Kauffman e Alessandro Cassigoli

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO
Olmo
del regista Davide Calvaresi 

NASTRI D'ARGENTO 2019

TRIONFA IL TRADITORE

Stravince Il traditore di Marco Bellocchio ai Nastri d'Argento 2019 che chiudono a Taormina stasera la73.ma edizione. Sette (su undici nomination) i riconoscimenti al 'miglior film' premiato anche per la regia, la sceneggiatura, il montaggio, la colonna sonora ma soprattutto, per il miglior protagonista Pierfrancesco Favino e tra i 'non protagonisti' Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane. Un trionfo assoluto, dopo il successo a Cannes e l'ottima risposta del pubblico in sala, anche ai Nastri, in un'edizione - come sempre realizzata con il sostegno del Mibac - Dg Cinema, main sponsor BNL Gruppo BnpParibas - che ha visto candidati alcuni film tra i più significativi della stagione e ben sette 'grandi firme' della regia.

Tra gli attori il voto dei giornalisti ha premiato Anna Foglietta (migliore attrice protagonista per Un giorno all' improvviso), Marina Confalone (miglior 'non protagonista'per Il vizio della speranza) e Paola Cortellesi (migliore attrice di commedia per Ma cosa ci dice il cervello). Ancora: a Stefano Fresi (C'è tempo, L'uomo che comprò la luna, Ma cosa ci dice il cervello) doppio premio con il Nastro per il miglior attore di commedia e il 'Nino Manfredi'' consegnato dalla moglie di Nino, Erminia e dalla nipote Sarah Masten. E, a proposito di commedia, è una sorpresa il film vincitore, Bangla del giovanissimo esordiente Phaim Bhuyian. Sul palcoscenico del Teatro Antico - in un'edizione come negli ultimi anni realizzata a Taormina con il supporto della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, Sensi Contemporanei e Fondazione Taormina Arte - torna, dopo il premio di un anno fa, per la migliore canzone, Serena Rossi, Nastro speciale per Io sono Miae la canzone è protagonista non solo con il Nastro per Enzo Avitabile (Il vizio della speranza) ma con quello speciale alla voce di Noemi (Domani è un altro giorno).

I Nastri 73, prodotti dal Sngci con il sostegno del Mibac - Direzione Generale per il Cinema, main sponsor BNL Gruppo BnpParibas, e la collaborazione a Taormina della Regione Sicilia sono stati assegnati sulle uscite dell'annata 1° Giugno 2018-30 Maggio 2019 in un palmarès di oltre quaranta titoli candidati tra i quali alcuni film premiati nei Festival internazionali e, tra le opere prime o la produzionelow budget, anche qualche piccola sorpresa. E, a proposito di sorprese ricordiamo che quest'anno anche per soggetto e sceneggiatura come per i vincitori dei Nastri tecnici (fotografia, montaggio, scenografia, costumi, sonoro in presa diretta e miglior casting director) la premiazione è avvenuta in diretta, nella serata romana del MAXXI (con il sostegno della Regione Lazio) nella rosa delle 'cinquine' votate da una speciale giuria di qualità. Tutti gli altri Nastri, come sempre, sono stati votati via mail e scrutinati dal notaio Alessandra Temperini.

Tra i premi assegnati a Roma ricordiamo i 'Biraghi' per gli esordienti: Chiara Martegiani per il film Ride, Pietro Castellitto per La Profezia dell'Armadillo e Giampiero de Concilio per Un Giorno all'Improvviso mentre Benedetta Porcaroli lo riceve per Tutte le mie notti a Taormina, tra le più giovani rivelazioni dell'anno. Per il talento giovane, alla quarta edizione il 'Premio Graziella Bonacchi', destinato ad una rivelazione di quest'anno, ha segnalato la giovane protagonista di Ricordi? Linda Caridi (Graziella Bonacchi, è stata l'agente che ha sostenuto i giovani con affetto, attenzione e amicizia). Premio Nastri SIAE per la giovane sceneggiatura a Giulia Steigerwalt (Croce e delizia, Il Campione). I Nastri hanno già premiato quest'anno anche i migliori doppiatori con il Nuovo Imaie-Nastri d'Argento per il doppiaggio andato ad Angelo Maggi (John C. Reilly) e Simone Mori (Steve Coogan) nel film Stanlio e Olliodi John S. Baird (Lucky Red). Un doppiaggio sobrio, funzionale al clima emotivo della storia con la grande abilità di aver restituito al pubblico l'identità vocale e l'impareggiabile umanità di due indimenticabili icone del cinema di tutti i tempi.

Infine le ultime curiosità: il riconoscimento al miglior 'cameo' dell'anno eccezionalmente va ad Adriano Panatta nella parte di se stesso ne La profezia dell'armadillo: un'apparizione divertente diventata a tempo di record un tormentone anche in rete. Il Premio Speciale per Dafne di Federico Bondi, prodotto da Vivo Film con Rai Cinema e la collaborazione di Istituto Luce Cinecittà e l'omaggio dei Nastri ai primi trent'anni di Fandango: un riconoscimento alla passione e all'originalità della produzione di Domenico Procacci,che anche quest'anno si è fatta notare con il successo di Bangla.

A Stefano Sollima, per il debutto internazionale con Soldado va il Premio HamiltonBehind the camera- Nastri d'Argento.

Quarto anno, infine, a Taormina dell'iniziativa SIAE Nastri d'Argento, con una 'borsa' di formazione per promuovere le sceneggiature dei giovanissimi talenti: è andato a Giulia Steigerwalt, da attrice diventata sceneggiatrice di film di successo, soprattutto nella commedia: dopo Moglie e marito, quest'anno Il Campione ma soprattutto Croce e delizia.

E va in questa linea anche il Premio Claudio Nobis che lancia con quest'edizione dei Nastri un concorso per un soggetto originale e la Fondazione che debutta con quest'iniziativa, per ricordare la passione per la cultura e l'attenzione ai giovani di un amico dei Nastri, un giornalista appassionato di cinema entrato da autentico pioniere nella storia delle grandi firme dei motori.

da cinematografo.it (redazione)

I PREMI

MIGLIOR FILM
Il traditore, regia di Marco Bellocchio

MIGLIOR REGISTA
Marco Bellocchio - Il traditore

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Leonardo D'Agostini - Il campione (ex aequo)
Valerio Mastandrea - Ride (ex aequo)

MIGLIOR FILM COMMEDIA
Bangla, regia di Phaim Bhuiyan

MIGLIOR PRODUTTORE
Groenlandia in collaborazione con Rai Cinema e 3 Marys Entertainment - Il primo re, Il campione

MIGLIOR SOGGETTO
Paola Randi - Tito e gli alieni

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo, in collaborazione con Francesco La Licata - Il traditore

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino - Il traditore

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Anna Foglietta - Un giorno all'improvviso

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane - Il traditore

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Marina Confalone - Il vizio della speranza

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA
Stefano Fresi - C'è tempo, L'uomo che comprò la Luna, Ma cosa ci dice il cervello

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA
Paola Cortellesi - Ma cosa ci dice il cervello

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Daniele Ciprì - Il primo re, La paranza dei bambini

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Carmine Guarino - Il vizio della speranza

MIGLIORI COSTUMI

Giulia Piersanti - Suspiria

MIGLIORE MONTAGGIO
Francesca Calvelli - Il traditore

MIGLIORE SONORO IN PRESA DIRETTA
Angelo Bonanni - Il primo re

MIGLIORE COLONNA SONORA
Nicola Piovani - Il traditore

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
A' speranza - Il vizio della speranza, scritta e interpretata da Enzo Avitabile

PREMIO NINO MANFREDI
Stefano Fresi

PREMI SPECIALI

NASTRO SPECIALE
Adriano Panatta per il suo cameo in La profezia dell'armadillo
Noemi per l'interpretazione della canzone Domani è un altro giorno in Domani è un altro giorno
Serena Rossi per Io sono Mia

PREMIO SPECIALE
Dafne, regia di Federico Bondi

PREMIO HAMILTONBEHIND THE CAMERA- NASTRI D'ARGENTO
Stefano Sollima per il debutto internazionale con Soldado

PREMIO GUGLIELMO BIRAGHI
Chiara Martegiani, Pietro Castellitto, Giampiero de Concilio e Benedetta Porcaroli

PREMIO GRAZIELLA BONACCHI
Linda Caridi per Ricordi?

SIAE NASTRI D'ARGENTO
Giulia Steigerwalt per la sceneggiatura di Croce e delizia e Il campione

NUOVO IMAIE-NASTRI D'ARGENTO PER IL DOPPIAGGIO
Angelo Maggi e Simone Mori

CANNES 2019, "PARASITE" VINCE LA PALMA D'ORO

Il film di Bong Joon-ho si aggiudica la 72ª edizione del Festival.
Banderas miglior attore, i fratelli Dardenne migliore regia.

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un'azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

FILM IN CONCORSO

Palma d'Oro per il miglior film:
PARASITE di Bong Joon Ho

Gran Premio:
ATLANTIQUE di Mati Diop

Premio alla Regia:
LE JEUNE AHMED, di Jean-Pierre & Luc Dardenne

Premio della Giuria (ex-æquo):
LES MISÉRABLES di Ladj Ly
e
BACURAU, di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles

Premio alla Sceneggiatura:
CÉLINE SCIAMMA per Portrait de la jeune fille en feu

Premio per l'Interpretazione Femminile:
EMILY BEECHAM, per Little Joe di Jessica Hausner

Premio per l'Interpretazione Maschile:
ANTONIO BANDERAS, per Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar

Menzione speciale:
IT MUST BE HEAVEN, di Elia Suleiman

SEZIONE "UN CERTAIN REGARD"

Premio "Un Certain Regard":
VIDA INVISIVEL DE EURIDICE GUSMÃO di Karim Ainouz

Premio della Giuria:
O QUE ARDE (FIRE WILL COME) di Oliver Laxe

Miglior Regia:
KANTEMIR BALAGOV per Dylda (Beanpole)

Miglior Interpretazione:
CHIARA MASTROIANNI per Chambre 212

Premio Speciale della Giuria:
LIBERTÉ di Albert Serra

Coups de Coeur (ex-æquo): 
LA FEMME DE MON FRÈRE di Monia Chokri
e
THE CLIMB di Micheal Angelo Covino

Menzione Speciale della Giuria
JEANNE di Bruno Dumont

QUINZAINE DES RÉALISATEURS

Label Europa Cinemas, miglior film europeo:
ALICE ET LE MAIRE (Alice and the Mayor) di Nicolas Pariser

Il poster ufficiale della 72ª edizione del Festival di Cannes rivolge un ultimo saluto alla regista belga Agnès Varda deceduta lo scorso 29 marzo  molto legata a questo Festival..

L'immagine la ritrae su uno sfondo color tramonto mentre gira il suo primo lungometraggio, La pointe courte del 1955.

SEGUIAMO INSIEME IL FESTIVAL DI CANNES...

LE VIDEO-SCHEDE DEI FILM IN CONCORSO COMMENTATE DAI CRITICI DELL'ACEC - Sale della Comunità

Bong Joon-ho è il vincitore della Palma d'Oro di Cannes 72 col suo PARASITE. Il palmares commentato da Paolo Perrone di Filmcronache.

Paolo Perrone di Filmcronache ha visto SIBYL di Justine Triet, in corsa per la Palma D'Oro. 

Francesco Crispino di Filmcronache recensisce IT MUST BE HEAVEN di Elia Suleiman, in concorso a Cannes 72 

Paolo Perrone di Filmcronache ha visto per noi MEKTOUB, MY LOVE: INTERMEZZO di Abdellatif Kechiche, in concorso a Cannes 72 

Anna Maria Pasetti di Filmcronache recensisce MATTHIAS AND MAXIME di Xavier Dolan, in corsa per la Palma d'Oro a Cannes 72 

Anna Maria Pasetti di Filmcronache ha visto per noi a Cannes OH MERCY! (ROUBAIX, UNE LUMIÈRE) di Arnaud Desplechin, in corsa per la Palma d'Oro. 

Anna Maria Pasetti di Filmcronache recensisce da Cannes IL TRADITORE di Marco Bellocchio, in concorso a Cannes 72 

Francesco Crispino di Filmcronache recensisce PARASITE di Bong Joon Ho, in concorso a Cannes 72. 

Francesco Crispino di Filmcronache da Cannes recensisce LE JEUNE AHMED di Jean-Pierre e Luc Dardenne, in corsa per la Palma d'Oro.

Anna Maria Pasetti di Filmcronache recensisce C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD di Quentin Tarantino, in concorso a Cannes 72. 

Paolo Perrone di Filmcronache dalla Croisette ha visto per noi FRANKIE di Ira Sachs, in corsa per la Palma D'Oro. 

Anna Maria Pasetti di Filmcronache recensisce da Cannes il film in concorso per la Palma D'Oro PORTRAIT DE LA JEUNE FILLE di Céline Sciamma 

Paolo Perrone di Filmcronache recensisce A HIDDEN LIFE di Terrence Malick, in concorso a Cannes 72. 

Paolo Perrone da Cannes ha visto per noi il film cinese WILD GOOSE LAKE di Diao Yinan, in concorso. 

Francesco Crispino di Filmcronache recensisce da Cannes LA GOMERA di Corneliu Porumboiu, in concorso. 

Paolo Perrone di Filmcronache recensisce da Cannes DOLOR Y GLORIA di Pedro Almodóvar, in concorso. Il film è uscito nelle sale italiane il 17 maggio. 

Francesco Crispino di Filmcronache dal Festival di Cannes ha visto il film in concorso LITTLE JOE di Jessica Hausner.

Paolo Perrone di Filmcronache recensisce SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach, in concorso al 72mo Festival di Cannes.

Anna Maria Pasetti di Filmcronache da Cannes ha visto per noi BACURAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in concorso al Festival.

Francesco Crispino di Filmcronache da Cannes ha visto per noi ATLANTIQUE di Mati Diop, in concorso alla 72ma edizione.

Francesco Crispino dalla Croisette ha visto per noi LES MISÈRABLES di Ladj Ly, in concorso a Cannes 72. 

Anna Maria Pasetti da Cannes recensisce I MORTI NON MUOIONO di Jim Jarmusch, in corsa per la Palma d'Oro al 72mo Festival di Cannes. 

Direttamente dalla Croisette, Paolo Perrone di Filmcronache (ACEC- ANCCI) ci parla dei film e degli autori in corsa per la Palma d'Oro alla 72ª edizione del Festival di Cannes.

A MAGGIO IN SALA, NELLA VERSIONE RESTAURATA, "TEMPI MODERNI" DI CHARLIE CHAPLIN

Mercoledì 1 e giovedì 2 maggio torna in sala, nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, il capolavoro di Charlie Chaplin, Tempi Moderni (1936).
Tempi moderni è uno dei vertici dell'arte di Chaplin e sintesi perfetta del suo umanesimo. A più di ottant'anni dalla sua uscita, un film insuperabile per felicità delle invenzioni comiche, rigore stilistico e profondità del pensiero sociale. È l'ultima apparizione di Chaplin nelle vesti del Vagabondo: Charlot che avvita bulloni in accelerazione convulsa, Charlot a cavalcioni di giganteschi ingranaggi, alienato, disoccupato, sfruttato, anche innamorato e infine sulla strada verso un futuro incerto, ma non più solitario. Un film (quasi) muto girato in epoca pienamente sonora, con uso magistrale degli effetti e delle musiche; un grande film sulla dannazione della modernità, sul fascino ambiguo della meccanizzazione, sullo sfruttamento sociale alla base dell'etica capitalista. Uscì nel 1936 ricevendo accoglienza controversa: trionfo in Francia e Inghilterra, freddezza negli Stati Uniti, censura per comunismo nella Germania nazista. Negli anni, il favore del pubblico di tutto il mondo e la fama critica ne hanno fatto uno dei film-faro della storia del cinema.

Sul sito della Cineteca di Bologna, potete trovare un approfondimento sul film e sul suo restauro
https://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/tempi-moderni 

VIDEO PRESENTAZIONE DI GIUSEPPE TORNATORE

VIDEO PRESENTAZIONE DI PAOLO MEREGHETTI

IL CINEMA ITALIANO PREMIA I SUOI TALENTI

Così il nuovo corso dei David di Donatello

Nove premi a Dogman di Matteo Garrone, fra cui quelli per il miglior film, regia, sceneggiatura originale e attore non protagonista Edoardo Pesce. Migliori protagonisti Alessandro Borghi per Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (che vince anche come miglior esordio e produzione) ed Elena Sofia Ricci per Loro di Paolo Sorrentino (il grande assente della serata). A Nanni Moretti il David per il documentario Santiago, Italia mentre ad Alfonso Cuaron - appositamente arrivato in Italia - quello per l'opera straniera andato al suo Roma. Premiati alla carriera Tim Burton, Dario Argento, Uma Thurman e Francesca Lo Schiavo.

Dogman piglia-tutto
Ecco in sintesi il cuore della 64ᵃ edizione dei Premi David di Donatello, la prima sotto piena presidenza di Piera Detassis che ha voluto e apportato all'Accademia del cinema italiano una sana e radicale modifica. La cerimonia, trasmessa su Rai Uno in prime time e condotta da Carlo Conti, non ha registrato colpi di scena particolari sia rispetto al "contenitore" (uno show senza fronzoli pur rimanendo troppo lungo) che rispetto ai contenuti, ovvero le previsioni di vittoria. Con 15 candidature trasformate in 9 David, il film di Matteo Garrone ha confermato il plauso unanime riferito alla supremazia qualitativa espressa, non solo in termini autoriali ma anche delle maestranze coinvolte (Dogman ha portato a casa anche i riconoscimenti per fotografia, montaggio, scenografia, trucco e suono), una grande soddisfazione per il cineasta romano che ha confessato ancora una volta quanto questo film fosse "nel cassetto da così tanti anni che ormai sembrava dimenticato. L'ho fatto come di passaggio, in attesa di Pinocchio". Fra le poche nomination non mutate in premio dal film di Garrone c'è quella di Marcello Fonte a cui è stato preferito Alessandro Borghi: una scelta oculata da parte dell'Accademia che ha apprezzato la trasformazione estrema del giovane attore nel corpo sfibrato di Stefano Cucchi; a lui Borghi ha dedicato il premio ma non solo, "anche agli esseri umani e all'importanza di essere considerati tali a prescindere da tutto". La commozione è arrivata anche nella consegna dei premi alle attrici: da una parte alla grande Elena Sofia Ricci per la prima volta omaggiata col David, meritevole di aver vestito i panni di Veronica Lario in maniera ineccepibile, dall'altra alla splendida ma poco celebrata Marina Confalone, premiata come miglior non protagonista per Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis.

Premi alla carriera e omaggi dimenticati
E se Nanni Moretti ha ricevuto il suo nono David in carriera (a fronte di 44 candidature!) ma per la prima volta per un documentario, l'entusiasmo è arrivato dal duetto Tim Burton-Roberto Benigni, due inimitabili creatori di fiabe nonché numi tutelari dei Sogni segreti di grandi e piccini. A modo suo, anche Dario Argento è stato un creatore di sogni però sul versante incubo: l'Accademia non l'ha mai premiato in 40 anni di carriera e questa sera ha ricevuto il suo primo David ma alla carriera, "troppo tardi" ha commentato il maestro italiano dell'horror. In platea ad applaudirlo c'era anche il "discepolo" Luca Guadagnino che - da parte sua - ha ricevuto due riconoscimenti quasi "obbligati" per il suo Chiamami col tuo nome: alla miglior sceneggiatura non originale e alla miglior canzone, rispettivamente già vincitrice e candidata agli Oscar lo scorso anno. E, a proposito di canzoni, Andrea Bocelli si è esibito sul palco prima in solitaria e poi col giovane figlio Matteo mettendone in evidenza il talento vocale. Un momento questo, decisamente di classe rispetto al Dieci ragazze per me intonato dal cast di A casa tutti bene di Gabriele Muccino, vincitore del David per il film con il maggior numero di presenze nei cinema nel 2018: ma anche questo, va detto, è show e dunque non va stigmatizzato. Va segnalato come nota di demerito, invece, il mancato omaggio all'immenso Ermanno Olmi, scomparso lo scorso anno. Se uno speciale momento di memoria è stato rivolto a Bernardo Bertolucci e Carlo Vanzina, ci si chiede perché altrettanto non sia stato fatto al regista de L'albero degli zoccoli. Certamente se ne sarà accorta la sua "allieva" Alice Rohrwacher, il cui magnifico Lazzaro felice è - purtroppo - uscito senza alcun David dalla serata.

28 marzo 2019 - di Anna Maria Pasetti, dal sito ACEC - Sale della Comunità

TUTTI I VINCITORI DEGLI OSCAR 2019

Miglior film
Green Book di Peter Farrelly
Regista
Alfonso Cuarón per Roma
Attrice protagonista
Olivia Colman per La favorita
Attore protagonista
Rami Malek per Bohemian Rhapsody
Attore non protagonista
Mahershala Ali per Green Book
Attrice non protagonista
Regina King per Se la strada potesse parlare
Miglior canzone
Shallow da A Star Is Born di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando, Andrew Wyatt and Benjamin Rice
Colonna sonora
Black Panther di Ludwig Goransson
Sceneggiatura non originale
BlacKkKlansman di Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott, Spike Lee
Sceneggiatura originale
Green Book di Nick Vallelonga, Brian Currie, Peter Farrelly
Effetti visivi
First Man - il primo uomo di Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm
Cortometraggio
Skin di Guy Nattiv 

Documentario corto
Period. End of Sentence. di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton
Corto animato
Bao di Domee Shi e Becky Neiman-Cobb
Film d'animazione
Spider-Man: un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman
Montaggio
Bohemian Rhapsody di John Ottman
Film straniero
Roma di Alfonso Cuarón
Suono
Bohemian Rhapsody di Paul Massey, Tim Cavagin and John Casali
Montaggio sonoro
Bohemian Rhapsody di John Warhurst
Fotografia
Roma di Alfonso Cuarón
Scenografia
Hannah Beachler per Black Panther
Costumi
Ruth E. Carter per Black Panther
Trucco e parrucco
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia Dehaney per Vice
Documentario
Free Solo di Jimmy Chin, Elizabeth Chai Vasarhelyi

1949-2019 UN ANNO DI FESTEGGIAMENTI E CELEBRAZIONI PER LE SALE DELLA COMUNITÀ

Sono trascorsi 70 anni dal 1949, anno in cui nasceva l'ACEC - oggi ACEC-sdc - l'associazione di categoria che ha ricevuto dall'episcopato italiano il compito di coordinare, rappresentare, riunire, promuovere e tutelare le Sale della Comunità. Si tratta delle strutture polivalenti, in particolare cinema e teatri, che in ambito ecclesiale fanno propri i linguaggi della multimedialità per sviluppare una pastorale in ambito culturale sempre più attuale e qualificata. «Una scelta associativa quella del '49 - spiega Adriano Bianchi, Presidente di ACEC - che giungeva come frutto di un lungo processo che, partito con la nascita delle prime "sale ricreative cattoliche" (SRC) all'inizio del nostro secolo e avendo registrato una proliferazione notevole di esse, aveva richiamato l'attenzione della Santa Sede».

Un anno quindi di particolare significato che verrà celebrato e vissuto in tanti modi organizzati in tutta Italia grazie alle delegazioni territoriali. L'avvio dell'anniversario arriva prima di tutto con il lancio del nuovo LOGO dell'associazione vestito a festa per le 70 candeline che verranno spente a gran fiato a Roma a dal 6 all'8 dicembre durante l'edizione speciale degli #SdCdays, l'atteso appuntamento annuale dopo le positive esperienze di Ascoli e Bologna. I volontari, gli animatori e i responsabili, in particolare i tanti giovani che offrono una nuova primavera alle Sale della Comunità, potranno in quell'occasione incontrare privatamente Papa Francesco alle ore 12 del 7 dicembre. Le sorprese non finiscono qua ed è proprio il caso di dire "stay tuned".

CINQUE CORTOMETRAGGI PER FAR CAPIRE L'EUROPA AI MILLENNIALS

La Commissione europea, nell'ambito della campagna #EUandME, ha presentato cinque cortometraggi diretti da noti registi europei che puntano a rendere l'Europa più accessibile ai millennials, mostrando il contributo positivo che l'UE offre alla loro vita quotidiana.
Molti giovani non hanno piena consapevolezza dei diritti di cui usufruiscono come cittadini europei: anche se magari comprendono il ruolo dell'Unione europea, non ne conoscono i vantaggi quotidiani più concreti. I film vogliono far capire come l'UE aiuta i suoi cittadini consentendo loro di seguire ambizioni e passioni personali.
Qui di seguito due di questi cortometraggi, con il relativo back-stage. Gli altri li potrete trovare su Youtube nel canale della Commissione Europea.

FESTIVAL DI BERLINO 2019: SYNONYMES VINCE L'ORSO D'ORO

Il film vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino 2019 è Synonymes di Nadav Lapid.
Interpretato da Tom Mercier e Quentin Dolmaire, il film racconta la storia di Yoav, un giovane israeliano che, in fuga dal proprio paese, si rifugia da due coetanei francesi a Parigi. Intenzionato ad imparare la lingua per acquisire una nuova identità e rifarsi una vita in Francia, Yoav dovrà però fare i conti con il suo passato, la sua identità e la sua cultura.

Un premio anche per l'Italia, con il Leone d'argento per la Miglior sceneggiatura assegnato a Maurizio Bracci, Claudio Giovannesi e Roberto Saviano per La paranza dei bambini. Il film racconta la realtà criminale del nostro paese seguendo la storia e la perdita dell'innocenza di un gruppo di adolescenti napoletani che si uniscono ad una "famiglia" camorrista per regalarsi quel futuro di ricchezza che hanno sempre desiderato.  

TUTTI I PREMI DELLA RASSEGNA:

Orso d'oro miglior film
Synonyms, regia di Nadav Lapid


Orso d'argento premio della Giuria
By the Grace of God, regia di François Ozon
Orso d'argento Premio Alfred Bauer 
System Crasher, regia di Nora Fingscheidt
Orso d'argento miglior regia
Angela Shanelec, I Was at Home, But
Orso d'argento miglio attrice
Yong Mei, So Long, My Son
Orso d'argento miglior attore
Wang Jingchun, So Long, My Son
Orso d'argento migliore sceneggiatura
Mauricio Barucci, Claudio Giovannesi and Roberto Saviano, La paranza dei bambini

Orso d'argento miglior contributo artistico

Rasmus Videbæk, direttore della fotografia in Out Stealing Horses
Miglior documentario
Talking About Trees, regia di Suhaib Gasmelbari
Orso d'oro miglior cortometraggio
Umbra, regia di Florian Fischer e Johannes Krell
Orso d'argento Premio della Giuria cortometraggio
Blue Boy, regia di Manuel Abramovich
Premio del pubblico
37 Seconds (Giappone) regia di Hikari
Premio del pubblico - miglior documentario
Talking About Trees (Francia, Sudan, Germania, Chad, Qatar) regia di Suhaib Gasmelbari
Orso d'oro alla carriera
Charlotte Rampling
Berlinale Kamera
Agnès Varda, Herrmann Zschoche, Wieland Speck, Sandra Schulberg
Sezione Generation Kplus (bambini) - Orso di cristallo
Une colonie di Geneviève Dulude-De Celles
Sezione Generation Kplus (ragazzi) - Orso di cristallo
Hölmö nuori sydändi Selma Vilhunen

PREMI BAFTA 2019

Consegnati domenica 10 febbraio a Londra i premi BAFTA (British Academy of Film and Television Arts), giunta alla 72ᵃ edizione, i più importanti premi britannici per il cinema. Roma e La favorita hanno trionfato, il primo con 4 riconoscimenti fra cui il premio come miglior film e miglior regia, il secondo con ben 7 premi, fra cui miglior film britannico, miglior attrice protagonista (Olivia Colman) e miglior attrice non protagonista (Rachel Weisz). Ha vinto il premio come miglior attore protagonista Rami Malek (Bohemian Rhapsody) e come miglior attore non protagonista Mahershala Ali (Green Book). Letitia Wright ha vinto il premio come miglior stella emergente.

CI SONO DIVERSI SEGNI POSITIVI PER IL CINEMA IN ITALIA

Comunicato stampa congiunto di ANICA, ANEC, ANEM, FICE, ACEC

4 gennaio - da ACEC - Sale della Comunità

NON È IL CASO DI INTERPRETARE I DATI SEMPRE IN NEGATIVO

I dati definitivi del Box Office del Cinema in Italia per il 2018 sono in elaborazione e, come ogni anno, verranno comunicati ai media nel corso della prossima settimana.
È dunque una novità che si voglia tracciare dei bilanci e delle analisi senza disporre di informazioni complete.
Il giudizio delle nostre Associazioni - rimandando valutazioni e confronti al momento più corretto - non è affatto negativo.
Per quattro motivi:

  1. Le criticità del Box Office italiano sono note e sono state ampiamente analizzate, mese per mese, inclusa la proiezione del dato negativo 2018, attorno al 5% rispetto all'anno precedente, già decisamente negativo, soprattutto a causa dei pessimi risultati dell'estate. Ma la tendenza è in rovesciamento, come dimostrano i risultati di Novembre e Dicembre (e, seppure statisticamente non indicativi, quelli dei primi tre giorni dell'anno, nei quali hanno comprato un biglietto nei cinema - dato Cinetel - 2.122.282 / due milioni centoventiduemila duecentoottantadue spettatori). Il punto più positivo, però, è la decisione - presa da Distributori e Produttori ANICA, ed Esercenti ANEC e ANEM, in costruttiva collaborazione con il Governo - di programmare un forte rilancio strategico della stagione estiva, con una programmazione molto robusta, già annunciata un mese fa;
  2. L'anno scorso si tributò un giudizio catastrofico sul Cinema italiano. Quest'anno si registra invece una crescita del +23% delle produzioni e co-produzioni nazionali. È un buon risultato, soprattutto se ricordiamo che il nostro Cinema va giudicato sia per gli incassi che per la qualità di prodotti che puntano sulla trasmissione del contenuto più che sui risultati di botteghino;
  3. Chi voglia fare delle analisi dovrebbe disporre dei dati SIAE - che in Italia registrano circa l' 8% in più di biglietti staccati, rispetto ai puntuali dati Cinetel - ma soprattutto analizzare i mercati degli altri Paesi paragonabili all'Italia. Nel 2018 - benché non sia oggi il momento di valutazioni affrettate - hanno avuto un segno negativo rispetto all'anno precedente i Box Office di Francia e Spagna; molto negativo quello della Germania;
  4. Da tempo, ormai, occorre valutare queste tendenze in chiave industriale. La catena del valore dei diversi settori produttivi della Cultura e dell'entertainment si sta spostando sensibilmente sul Digitale. Il che non vuol dire che - per il Cinema - la sala smetta di essere importante. Al contrario: è decisiva, come attesta la forte e rinnovata collaborazione in seno alla nostra filiera. Ma attenzione: è tempo di legare sia i numeri economici che quelli delle visioni dello spettacolo cinematografico alle nuove realtà. Intanto, mettendo a paragone i biglietti staccati nei Cinema con quelli degli altri settori dello Spettacolo e della Cultura: Teatro, Musica, Lirica, Danza; anche il Calcio e tutti gli Sport messi assieme; e tutti gli ingressi nei Musei, Monumenti e Siti archeologici: il Cinema stravince il confronto con tutti questi settori.

Soprattutto, i cambiamenti debbono essere misurati su basi trasparenti. Ben venga l'offerta sulle Piattaforme Web. Se però, ad esempio, Netflix, Amazon etc non pubblicano i loro dati, questo non è sano. Non si conosce il numero dei loro abbonati in Italia. Non si conosce il numero di visualizzazioni di un prodotto cinematografico e audiovisuale. È tempo che le regole della trasparenza valgano per tutti. Così tutti i valori - produttivi ed artistici, economici, del numero di spettatori - potranno essere valutati in modo razionale e coerente. Questo è un altro motivo di ottimismo: crescono l'offerta e la domanda, i valori economici e il numero di spettatori per il Cinema nelle diverse modalità di fruizione. Si tratta di garantire regole moderne ed efficaci per tutti.

ANICA - Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali
ANEC - Associazione Nazionale Esercenti Cinema
ANEM - Associazione Nazionale Esercenti Multiplex
FICE - Federazione Italiana Cinema d'Essai
ACEC - Associazione Cattolica Esercenti Cinema

Tutti i marchi, loghi, sigle, brand, le immagini e Trade Mark riportati nel sito e non esplicitamente appartenenti a Cinema delle Provincie sono di proprietà dei rispettivi proprietari. L'utilizzo delle immagini segue le norme del fair use, per qualsiasi problema vi preghiamo di contattarci e verranno rimosse.